| Lista di controllo per le attività nelle celle frigorifere |
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| Mercoledì 01 Febbraio 2012 11:06 |
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I pericoli correlati alle celle frigorifere e le misure di prevenzione per evitare che qualcuno rimanga chiuso dentro. L'uscita dalla cella frigorifera in sicurezza, l'illuminazione, l'impianto di allarme e i dispositivi di protezione.
Per affrontare adeguatamente la valutazione e la gestione dei rischi nei luoghi di lavoro è necessario verificare tutti i rischi possibili correlati sia alle mansioni dei lavoratori che ai vari ambienti di lavoro. Per conoscere queste problematiche ci viene in ausilio Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, che in questi anni ha prodotto una miriade di documenti e liste di controllo per favorire la valutazione dei rischi nei vari ambienti di lavoro. Una delle ultime liste di controllo prodotte riguarda in particolare i pericoli legati alle celle frigorifere con volume superiore a 10 m3 e temperatura d'esercizio inferiore a zero gradi. Nel documento dal titolo " Lista di controllo: celle frigorifere" si sottolinea che per evitare che delle persone rimangano chiuse nelle celle frigorifere è necessario adottare particolari misure. Ed è possibile ridurre sensibilmente questo rischio controllando regolarmente la sicurezza d'esercizio. Questi i pericoli principali collegati a questi ambienti di lavoro: - "morte per assideramento a causa delle uscite bloccate; - morte per assideramento a causa del mancato funzionamento del sistema d'allarme; - danni alla salute dovuti alle basse temperature".
Per individuare meglio queste fonti di pericolo vengono dati innanzitutto informazioni e suggerimenti in merito all'uscita dalla cella frigorifera. Deve essere possibile uscire dalla cella frigorifera in sicurezza: - "celle frigorifere con una sola uscita: nessun punto della cella deve distare più di 20 m in linea d'aria dall'uscita; - celle con due o più uscite: max 35 m in linea d'aria". Le porte si devono aprire rapidamente quando si deve uscire: - "le porte devono aprirsi in meno di un secondo con un solo movimento della mano (senza chiave o dispositivi analoghi, anche con i guanti); - le porte a battente e le porte scorrevoli manuali devono sempre essere apribili dall'interno (anche se il riscaldamento del telaio non è in funzione); - larghezza minima delle porte: 90 cm". Inoltre le porte scorrevoli manuali (senza porta a battente integrata) devono essere impiegate soltanto se sono soddisfatte le seguenti condizioni: - "nelle celle frigorifere entra solo una persona alla volta e per breve tempo; - la superficie di base della cella è inferiore a 30 m2; - il telaio della porta è riscaldato, la cella frigorifera è dotata di allarme e illuminazione d'emergenza". Altre condizioni che favoriscono la sicurezza dei lavoratori: - uno spazio di apertura delle porte sempre libero da ostacoli; - una cella frigorifera equipaggiata con un dispositivo di compensazione della pressione (ad esempio una valvola di compensazione); - porte scorrevoli motorizzate affiancate da una porta a battente (integrata o separata) apribile verso l'esterno. Ricordando che "se l'unico ingresso è una porta a battente motorizzata, deve essere possibile aprirla anche se l'energia motrice è interrotta e la forza necessaria per aprire manualmente una porta a battente non deve essere superiore a 150 N". Vediamo altre indicazioni riguardo all'illuminazione di sicurezza e all'impianto d'allarme. Intanto le porte e i pulsanti d'allarme da usare in caso d'emergenza devono trovarsi facilmente anche in caso di interruzione della corrente elettrica (possono aiutare dei nastri segnaletici fotoluminescenti presso le maniglie delle porte e lungo la via di fuga), inoltre si sottolinea che deve essere presente un'illuminazione d'emergenza (di sicurezza) permanente. In particolare l'illuminazione d'emergenza "deve funzionare indipendentemente dalla rete elettrica e soddisfare i seguenti requisiti: - visibilità sufficiente per aprire porte e portoni; - visibilità sufficiente per leggere eventuali istruzioni su come aprire le porte (illuminamento min 1 Lux); - lampade ad almeno 2 m di altezza dal pavimento; - una lampada sopra oppure ai lati dell' uscita d'emergenza". Inoltre è bene che sia presente "un dispositivo che accende l'illuminazione e spegne la ventilazione della cella frigorifera". Queste alcune possibili soluzioni: - "sensore di movimento - elemento di commutazione all'interno della cella". Veniamo all'impianto di allarme. Queste alcune indicazioni tratte dalla lista: - "il comando di allarme deve essere un tasto a pressione (pulsante) illuminato e deve trovarsi ad un'altezza massima di 30 cm dal pavimento"; - "le batterie devono avere una durata d'esercizio di almeno 10 ore ed essere collegate ad un gruppo caricabatterie alimentato automaticamente dalla rete elettrica; - se si utilizza un trasformatore, questo non deve essere alimentato dallo stesso circuito elettrico che alimenta le apparecchiature della cella frigorifera; - il funzionamento dell'impianto d'allarme non deve essere compromesso dalla corrosione, dal gelo o dalla formazione di ghiaccio sulle superfici di contatto". Ilsegnale d'allarme (ottico, acustico) deve essere percepibile dall'esterno in qualsiasi momento ed essere chiaramente interpretabile. Inoltre: - "deve essere possibile arrestare il segnale d'allarme soltanto attraverso una manipolazione dall'interno della cella frigorifera; - il dispositivo di segnalazione deve trovarsi in un locale in cui sono sempre presenti delle persone; - i collaboratori devono essere istruiti periodicamente". Infine bisogna garantire che "la fuoriuscita di fluido refrigerante (ad esempio CO2) non possa provocare delle concentrazioni pericolose all'interno della cella frigorifera". A questo proposito è possibile "prevedere un sistema per il monitoraggio del gas con segnale d'avvertimento ottico e acustico e organizzarne la manutenzione". Infine, come sempre nelle liste di controllo di Suva, è presente uno spazio dedicato a organizzazione, formazione e comportamento. In questa parte si sottolinea ad esempio la necessità di verificare periodicamente l'efficacia dell'organizzazione d'allarme e di provvedere ad istruire regolarmente i collaboratori coinvolti su come comportarsi in caso d'emergenza (le verifiche e le istruzioni devono essere documentate). Inoltre è importante controllare sempre, alla fine della giornata, che nessuno sia rimasto chiuso nelle celle frigorifere e fornire ai collaboratori un locale riscaldato in cui sostare e riposarsi dopo essere stati in una cella frigorifera. Infine qualche informazione sui dispositivi di protezione e indumenti antifreddo adeguati per lavorare nelle celle frigorifere. Un buon abbigliamento antifreddo "consiste in: - indumenti invernali traspiranti; - abbigliamento intimo termico (ad esempio in microfibra o lana merino); - giacca, cappotto, gilet antifreddo con catarifrangente (in caso di scarsa visibilità); - tessuti frangivento di buona qualità per il lavoro all'aperto; - guanti antifreddo secondo la norma EN 511; - scarpe con solette termiche con strato isolante in alluminio". Nella lista di controllo che vi invitiamo a leggere è presente anche una tabella relativa al tempo massimo di permanenza nelle celle frigorifere. N.B.: Gli eventuali riferimenti normativi contenuti nel documento riguardano la realtà svizzera, tuttavia i suggerimenti riportati possono essere di utilità per tutti i lavoratori e tutte le aziende. Fonte: Puntosicuro |

















